Come fare uova sode perfette

Come fare uova sode perfette tutti i trucchi e i segreti per averle sode e ben sbucciate senza romperle. Tuttavia servono degli accorgimenti per un ottimo risultato ma vederete che dopo i miei consigli, non sbaglierete più e avrete uova sode ben cotte e pelate perfettamente.

Monica

  • Innanzi tutto dovete sapere che per avere uova sode impeccabili non devono essere appena raccolte ma è preferibile che siano state deposte da  almeno 5/6 giorni. Questo perché una volte rassodate sarà più facile che la pellicola che sta tra il guscio e l’uovo si stacchi facilmente.
  • Le uova devono essere a temperatura ambiente, per evitare choc termici.
  • Sistemate le uova in una casseruola della misura adatta a contenere il numero che volete rassodare. Non dev’essere né troppo larga né troppo stretta, le uova devono essere adagiate sul fondo e non deve esserci troppo spazio tra di loro. Inoltre non mettete due file di uova, durante la cottura con il bollore potrebbero rompersi.
  • Coprite bene le uova con acqua fredda e assicuratevi che ci siano almeno un paio di centimetri di acqua sopra il livello delle uova.
  • Portate sul fuoco e considerate 10 minuti di tempo da quando spunta il bollore, vi sarà utile un timer da cucina.
  • Trascorsi i 10 minuti togliete dal fuoco e scolate l’acqua bollente passando il tegamino sotto l’acqua corrente fredda per circa 30 secondi.
  • A questo punto avete due strade, o lasciate le uova sode a bagno in acqua fredda per alcune ore, oppure immergete le uova sode in una ciotola con del ghiaccio per un oretta.
  • Fatto queste semplici operazioni, rompete il guscio delle uova e rimuovetelo delicatamente, quindi passate sotto l’acqua corrente le uova per eliminarne ogni traccia.
  • Le uova sode si conservano in frigo per 4/5 giorni ancora integre con il guscio.

Avete visto com’è semplice preparare delle uova sode perfette?

QUI e QUI trovate tutti i miei consigli per non impazzire in cucina.

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Come fare una frittura perfetta senza friggitrice

Come fare una frittura perfetta senza friggitrice, è una delle domande più frequenti che mi viene posta ed è per questo che ho deciso di scrivere questo articolo che si basa sulla mia personale esperienza ai fornelli. Non ho mai usato la friggitrice, semplicemente perché non saprei dove riporla, ma questo è un’altro discorso.Scherzi a parte,  vi assicuro che con i miei consigli otterrete fritti perfetti e non unti, degni del miglior ristorante. Seguite queste 10 regole per fritti perfetti.

Monica

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  1. Per friggere dovrete utilizzare una padella abbastanza larga, con i bordi alti e con manico lungo, in questo modo, eviterete che gli schizzi arrivino al soffitto e potrete muovere il contenuto senza ustionarvi. Infatti, nella frittura casalinga, a differenza della friggitrice, dovrete essere voi a maneggiare con sapienza la padella, affinché l’olio passi sopra gli alimenti. Il movimento da fare è quello ondulatorio i senso antiorario.
  2. Non dovete MAI e poi MAI inserire nell’olio bollente, cibi che contengano acqua o che non siano ben sgocciolati. Tutto questo per evitare lo choc termico che si crea tra l’acqua e l’olio bollente rischiando di rimanere ustionati
  3. L’olio più indicato per la frittura è sicuramente l’olio extra vergine di oliva anche se molti non lo preferiscono a causa del suo sapore deciso e per l’elevato costo. Spesso viene sostituito con l’olio di semi, purché sia di girasole o di arachidi che sono quelli che resistono meglio alle alte temperature senza subire alterazioni e cioè che hanno un punto di fumo alto.
  4. Dovrete mettere la quantità giusta di olio nella padella, infatti i cibi devono essere completamenti coperti dall’olio e devono avere la possibilità di essere girati bene. Io ad esempio se ho a disposizione 1 litro di olio e devo cuocere ad 1 kg di patatine fritte, divido la frittura in almeno 10 volte.
  5. La temperatura perfetta per la frittura è di circa 170/180 gradi e se siete sprovvisti di un termometro potete tranquillamente fare la prova del pezzetto di pane.  Considerate che per scaldare 1 litro di olio in una padella da 25 cm ci vogliono circa 6/7 minuti a fiamma moderata, per cui dopo questo tempo, vi basterà gettare un pezzetto di pane nell’olio caldo e se torna immediatamente a galla contornato da tantissime bollicine significa che potete iniziare a friggere. Inoltre i cibi si devono dorare gradualmente, se al contrario, scuriscono in fretta, rischierete che l’esterno si bruci e l’interno rimanga crudo.
  6. Oltre alla quantità di olio adeguata, anche la quantità di cibo che andrete a friggere deve essere giusta, per evitare che la temperatura si abbassi troppo e gli stessi si impregnino di olio. Nel caso delle patatine, ad esempio, ne dovrete mettere 100/150 grammi per volta, non di più. Nel caso di cotolette, non più di un paio alla volta e nel caso di castagnole, non più di 4 alla volta. Come detto al punto 4, i cibi devono poter essere girati perfettamente e con facilità al fine di far assorbire meno olio possibile. Quindi, anche se sembra un paradosso, più olio mettete per friggere e meno quantità di cibo, meno ne assorbiranno.
  7. Durante la scolatura, infine, dovrete usare un mestolo piatto e forato, quindi scolate bene il fritto e adagiate le pietanze su carta assorbente, o carta-paglia senza coprirle, per evitare che l’umidità che si forma con il calore, comprometta la croccantezza.
  8. Ricordate che, se dovete friggere ad esempio, patatine e pesce, lasciate sempre per ultimo il pesce, onde evitare di sentire cattivi sapori.
  9. Altra cosa importantissima, è quella di NON salare i cibi prima della frittura ma di aggiungere il sale sempre a cottura ultimata. Infatti il sale ha la capacità di far risalire l’acqua presente nei cibi in superficie e nel caso delle panature rischierete che si rompano.
  10. Ultimo consiglio, ma non meno importante, è quello di NON utilizzare più volte lo stesso olio di frittura, anzi, appena notate che scurisce, cambiatelo. Per smaltirlo, fatelo raffreddare completamente, quindi versatelo nella sula bottiglia e portatelo nei centri di raccolta, e MAI nello scarico del lavello.

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Come fare un dolce senza bilancia

Come fare un dolce senza bilancia, quante volte vi è capitato di volerlo fare ma la bilancia si è rotta o improvvisamente non funzionava più? Scommetto tante volte, come è successo anche a me, soprattutto quando vado al mare con le mie figlie e mi riprometto di non cucinare per giorni ma vengo assalita dalla voglia di fare una torta, non ditemi che sono la sola vi prego! Ad ogni modo è possibile fare la torta che preferite con il solo uso di ciò che avete a portata di mano, che sia un bicchiere, un cucchiaio, o una tazzina da caffè. Di seguito vi illustro una tabella  che potete scaricare stampare e conservare e che vi tornerà utilissima in tante occasioni.

Monica

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Ingredienti CUCCHIAINO CUCCHIAIO BICCHIERE TAZZINA
Farina 10 25 130 40
Zucchero 5 20 200 70
Olio 6 12 220 50
Lievito 5
fecola 8 20 115 35
Cacao 6 15 100 40
Zucchero a velo 6 15 100 40
Latte 6 12 220 60
Miele 6 20 200 60
Acqua 5 15 200 60

Questi pesi li ho ottenuti pesando gli ingredienti sulla mia bilancia e utilizzando oggetti di uso comune.

Per quanto riguarda gli ingredienti liquidi, nelle ricette, come latte, acqua, succhi etc,  li troverete espressi in ml, per cui vi servirà anche questa tabella:

CUCCHIAINO CUCCHIAIO BICCHIERE TAZZINA
5 15 200 60

E le uova?

Come si pesano le uova?

Sinceramente nelle mie ricette, rarissimamente le peso, ma esistono ricette in cui il peso è determinante per la riuscita di una ricetta. Un uovo medio intero senza guscio pesa circa 60 grammi, un tuorlo circa 25 grammi e il solo albume circa 30 grammi.

Per quanto riguarda il burro invece, una noce pesa circa 20 grammi e inoltre il panetto può essere diviso facilmente in 2/4/6/8 parti facilmente essendo rettangolare, che sia da 125 grammi, da 250 o da 500 grammi.

Detto ciò, ora avete tutti gli strumenti su Come fare un dolce senza bilancia!

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Forno statico o ventilato?

Forno statico o ventilato? Diciamoci la verità, quante volte ci assalgono questi dubbi? Scommetto ogni volta che apriamo il forno per cuocere una pietanza. Niente paura, questo articolo nasce proprio come promemoria per chi ha ancora dubbi. Innanzitutto occorre capire le differenze tra i due tipi di cottura, e con questo articolo voglio fare chiarezza una volta per tutte.

Monica

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Vediamo insieme le differenze:

FORNO VENTILATO:

Il forno ventilato cuoce per convenzione, ossia dal movimento dell’energia cinetica che muove delle particelle prodotte dal calore del forno attraverso delle ventole. Permettendo di cuocere più pietanze contemporaneamente, risparmiando tempo e ridurre i consumi. Inoltre, questo tipo di cottura è veloce ed uniforme ed è indicata per cuocere arrosti, pasta al forno, biscotti, verdure, carni o pesce al cartoccio. La caratteristica di questa cottura è che riesce a far rimanere i cibi morbidi all’interno e formare una crosticina all’esterno.

FORNO STATICO:

Altra storia è la cottura del forno statico, che cuoce per irraggiamento, ossia dal calore che viene trasmetto dalle resistenze posizionate nella parte alta e bassa del forno. Questo tipo di cottura è più lento e meno uniforme rispetto al forno ventilato ed è indicato per i lievitati e i dolci in generale.

Questo comporta delle differenze di temperatura tra i due tipi di forno, che varia dai 20/25°, ciò significa che se avete il solo forno statico e trovate l’indicazione per il forno ventilato, dovrete alzare la temperatura di almeno 20°. Viceversa, se avete il solo forno ventilato e trovate le indicazioni per il forno statico, dovrete abbassare di circa 20/25° la temperatura.

Tenete sempre d’occhio i cibi durante la cottura, ed in ogni caso, se si tratta di dolci, non aprite mai il forno prima di 20 minuti da quando lo avete infornato, ciò per evitare che si sgonfi.

VENTILATO STATICO
Arrosto Dolci
Cartoccio Lievitati
Pasta al forno Pane
Biscotti Pizza
Gratinati Focacce

 

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